ITA | ENG

Biografia

Brian "Slaughter" Steele

Brian

Londra 1601.
Un consigliere corre trafelato tra i corridoi della dimora reale, si prostra ai piedi della sua signora, lo sguardo terrorizzato, il volto paonazzo e madido di sudore. "Sua Maestà...è successo ancora..."
Lo sguardo della regina si fece attonito. Non poteva crederci, non lui.
Brian Lamont, capitano pluridecorato della Marina Britannica, il migliore che lei avesse mai avuto sotto il suo comando. La sua efficienza ed il suo sangue freddo erano ormai leggenda.
Per quanto fosse impossibile da credere il presagio di morte che sembrava non abbandonare mai il Capitano era realtà...
Non era un segreto che, a qualsiasi missione lui prendesse parte, al suo equipaggio spettasse una sorte dal gusto amaro. Morti, scomparsi, dilaniati da bestie marine, affogati...
I rapporti sulle missioni erano scrupolosi, precisi, dettagliati, erano incidenti...erano sempre incidenti. Lui stesso ne era l'oscuro artefice, il Capitano Lamont...un sanguinario assassino!
Ma questa volta il macabro sipario calò per sempre.
Un giovane mozzo, mosso dalla curiosità di esplorare l'impenetrabile fortezza nera, il famigerato Galeone di Lamont, il Black Doom, sgattaiolò nella stiva e fece una scoperta agghiacciante.
Sangue, un mare di sangue. Le assi ne erano talmente impregnate da essersi curvate, i muri imbrattati, un fetore nauseante, cadaveri smembrati ovunque...Il ragazzo osservò quella stiva paralizzato dall'orrore, era davanti alla porta dell'inferno, ne era sicuro.
Questa volta le prove erano schiaccianti. Nessun incidente, nessun mostro marino, il mostro era un altro...insospettabile.
Suo malgrado la sentenza della regina non poteva che essere una, la condanna a morte.
Era una notte di luna rossa...
Date le sue alte onorificenze a Lamont fu concesso di scegliere come morire. Lui scelse di essere giustiziato sulla prua della Black Doom, il suo galeone si sarebbe nutrito di sangue per l'ultima volta.
Come arma scelse la sciabola, volle morire assaporando le stesse sensazioni che provarono tutte le vittime sotto la sua mano. Ma questo era un desiderio segreto, un piacere che si diede di nascosto.
Quando il suo stesso superiore affondò le due sciabole che impugnava nella sua carne, la sensazione di Lamont fu dolce. Un piacere quasi inaspettato, inebriante, che gli strappò quell'unico sorriso che occhio mortale avesse mai visto.
A quella vista il suo carnefice lo guardò disgustato e disse «del tuo passato glorioso non resterà che un’ombra, non verrai ricordato come Brian Lamont il valoroso capitano, ma come Brian Steele, lo spietato assassino».
Davanti al Grande Giudizio la sua anima era nera e corrotta e per questo per l'eternità fu dannata.
Ma nonostante la morte il suo spirito ha perdurato perché l'odio è talmente potente da resistere perfino alla dannazione. Sì, il capitano sarebbe tornato...
Da allora la leggenda narra che ogni notte di luna rossa il Capitano Steele torna tra i vivi per placare la sua insaziabile sete di sangue.
Il sipario si riapre...la maledizione continua...